domenica 23 febbraio 2020

Nasce la nuova rubrica OLTREMARE a cura di Valentina Meloni

Il collettivo di Poesia: femminile, singolare... è lieto di annunciare la nascita di una nuova rubrica il cui compito sarà quello di abbattere idealmente muri e distanze geografiche e concettuali, introducendo le figure di autori d'Oltremare.
Sarà questo infatti il titolo della rubrica e la sua curatrice sarà la poetessa Valentina Meloni.








Valentina Meloni vive tra l’Umbria e la Toscana, assieme a suo figlio Alessandro e Miù, il suo assistente felino più fidato. Scrive poesie, racconti, aforismi, saggi e fiabe per bambini. Vorrebbe terminare di scrivere il suo romanzo iniziato diversi anni fa ma la poesia continua a chiamarla a sé e questo sogno sembra destinato a rimanere tale.


Attualmente si occupa di poesia, traduzioni e curatele editoriali collaborando con diversi editori e autori. Ha creato nel 2010 il blog Poesie sull’Albero, antologia tematica permanente di eco-poesia profonda che raccoglie poesie di vari poeti da tutto il mondo che riguardano i temi ambientali più sentiti e il rapporto tra poesia e il simbolo che li rappresenta: l’albero.
Nel 2017 ha fondato la colonna di poesia haiku Komorebi, in seguito  Komorebi ni nureru Italian Journal, aperiodico bilingue da lei diretto e curato.

Ha pubblicato per la poesia: Le regole del controdolore (Temperino Rosso, 2016), Eva (Nosm, 2018), Corrispondenze da un mondo increato, epistolario poetico con Giorgio Bolla (La Vita Felice, 2018), Alambic (Progetto Cultura, 2018), Millimetrica (a breve). Le plaquette numerate: Nei giardini di Suzhou (FusibiliaLibri, 2015), Il fiore della luna- Leggenda di Rosaspina (La Linea dell’Equatore, 2018), Suite della solitudine, illustrata da Rosario Morra (2020). Le raccolte in lingua italiana e inglese: nanita (Otata’s Bookshelf, 2017), Ensō: Haiku Yoti (Nausicaa, 2019). Storia di Goccia (Nausicaa, 2019), Nanuk e l’albero dei desideri (Temperino Rosso, 2017), fiabe illustrate. Altre poesie, racconti, saggi sono pubblicati in riviste di settore e raccolte antologiche. Si è occupata, in qualità di redattrice editoriale, delle rubriche InSistenze e InDicazioni (Saggistica e Recensioni) in Diwali-rivista contaminata e della rubrica Maieutiké (Interviste) in Euterpe Rivista di Letteratura.
 

È ambasciatrice della voce per la Poetry Sound Library, mappa mondiale della voce dei poeti, fondata da Giovanna Iorio e Alan Bates.

martedì 18 febbraio 2020

V Edizione del Premio Internazionale di Poesia e Arte 2020 “Pina Alessio”

La Fondazione Pina Alessio Onlus con sede a Gioia Tauro (R.C), via Belvedere n 24, con il
Patrocinio del Comune di Gioia Tauro, Regione Calabria e Città Metropolitana di Reggio Calabria
indice la:





V Edizione del Premio Internazionale di Poesia e Arte 2020 “Pina Alessio”

Scadenza: 15 Maggio 2020

L'iniziativa nasce dalla volontà della fondazione di ricordare la dott.ssa Pina Alessio, stimato
medico prematuramente scomparsa. Il premio intende promuovere e favorire la cultura nelle sue
diverse forme espressive; scoprire nuovi autori attraverso la scrittura, la poesia e l’arte, valorizzare
anche all’estero il patrimonio di un territorio che ha dato i natali ed ha ispirato numerosi poeti, scrittori ed artisti di fama internazionale.

L’iniziativa non ha scopo di lucro e si inserisce tra le finalità di utilità sociale.
Possono partecipare al concorso gli autori e gli artisti di qualsiasi nazionalità purché abbiano
compiuto i diciotto anni di età.

SEZIONI

Art. 1): Il concorso si articola in quattro sezioni:
Sezione A POESIE INEDITE IN LINGUA ITALIANA A TEMA LIBERO
(Massimo 3 poesie; lunghezza massima 40 versi ciascuna).
Sezione B POESIE INEDITE IN VERNACOLO A TEMA LIBERO (CON TRADUZIONE IN LINGUA
ITALIANA)
(Massimo 3 poesie; lunghezza massima 40 versi ciascuna).
Sezione C VIDEO POESIA INEDITA A TEMA LIBERO
(Massimo 2 video poesie durata massima 3 minuti).
Sezione D Racconto breve inedito in lingua italiana a tema
(Massimo 4 pagine formato A4, carattere Times New Roman 12 interlinea 1).
Sezione E Pittura
(Massimo 1 opera di pittura).
Per la sezione E: opera in due dimensioni realizzate in piena libertà di stile, con una o più delle
seguenti tecniche: olio, tempera, acrilico, vinile, acquarello, collage e simili; opere realizzate su
qualsiasi supporto: tela, carta, legno, plastica, masonite, ferro, ecc. Le dimensioni massime
permesse sono di 80 x 100 cm. Le opere dovranno essere dotate di attaccaglio e supporto adeguato
per essere esposte.
Per le sezioni A – B- C e D, è intesa come ‘inedita’ una composizione che, alla data di scadenza
del concorso, non sia stata pubblicata in formato cartaceo o e-book da editore in volume, dotato di
ISBN o in rivista dotata di ISSN.

Non saranno accettate opere che presentino elementi razzisti, denigratori, blasfemi o d’incitamento
all’odio, alla violenza e alla discriminazione di qualsiasi tipo.
Le liriche in vernacolo e in lingua straniera devono essere accompagnate dalla traduzione in italiano.
Le opere devono essere dattiloscritte, complete di titolo e non devono contenere nessun dato
identificativo dell'autore e nessun’altra scrittura.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Art.2) Si richiede un contributo di partecipazione di 15,00 € per ciascuna sezione
Le quote di partecipazione dovranno essere versate con le seguenti modalità: Bonifico Bancario
presso Banco Posta non profit Iban IT57N0760116300001010389219 o con bollettino postale n.
1010389219 intestato a Fondazione Pina Alessio onlus – Premio internazionale di poesie e Arte
2020. (non si accettano contanti)
Causale versamento: PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E ARTE 2020
Le persone in regime di detenzione sono esentate dal versamento della quota di
partecipazione.
È possibile partecipare a più sezioni corrispondendo per ciascuna la relativa quota di partecipazione.

DESTINAZIONE DEGLI ELABORATI

Art-3) Per le sezioni A, B e D gli elaborati dovranno essere spediti in 4 copie dattiloscritte su
fogli formato A4. Tre copie dovranno essere anonime, non dovranno essere firmate o recare segni
particolari atti a permetterne il riconoscimento. Una soltanto delle 4 copie dovrà essere firmata e
dovrà contenere le generalità complete del concorrente: nome, cognome, età, indirizzo, numero
telefonico, eventuale indirizzo e-mail.
Per le video poesie (sezione C) si precisa che le opere non dovranno superare i tre minuti e
dovranno essere inviate per posta su supporto DVD o tramite WE TRANSFER contenente il file in
formato oppure tramite posta elettronica all’indirizzo concorsofondaz.aless@libero.it Le opere,
la scheda di partecipazione, la quota di partecipazione (la ricevuta di pagamento) dovranno essere
inviati al seguente indirizzo:
Per la sezione E: la fase di selezione avverrà sulla base del materiale fotografico inviato dai
partecipanti al momento dell'iscrizione, Le opere dovranno essere inviate mediante immagine JPG
(con risoluzione di almeno 300 DPI), con le specifiche del quadro (supporto, tecnica, dimensione,
titolo dell’opera). Non vi saranno limitazioni di soggetto, tecnica o stile, purché si tratti di opera
pittorica.
Le opere, la scheda di partecipazione e la ricevuta di pagamento della quota di iscrizione
dovranno essere inviati al seguente indirizzo: PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA E ARTE
“PINA ALESSIO” C/O FONDAZIONE PINA ALESSIO- VIA BELVEDERE 24-89013 GIOIA TAURO (RC) entro e non oltre il 15 Maggio 2020 (farà fede il timbro postale). L’organizzazione non si ritiene responsabile di possibili disguidi postali. In alternativa all’invio postale le opere, la scheda di partecipazione e la ricevuta di pagamento della quota di partecipazione potranno essere inviate
tramite posta elettronica all’indirizzo concorsofondaz.aless@libero.it In tal caso la scheda di
partecipazione firmata dovrà essere inviata in formato PDF o JPEG.

Nell’oggetto dell’email bisognerà specificare “Premio internazionale di Poesia e Arte 2020” e le
sezioni alle quali si chiede di partecipare.
Art-4): La premiazione avverrà il 04 Luglio 2020 a Gioia Tauro presso il prestigioso Palazzo Baldari.
Tutti i premiati saranno avvertiti in tempo utile (almeno 20 giorni prima).

GIURIA

Art-5): La giuria sarà composta da esponenti della cultura, poeti, scrittori ed esperti d’arte.
I nomi dei giurati saranno comunicati a chiusura della valutazione delle opere e prima della
cerimonia di premiazione e pubblicati sul verbale di giuria. Il giudizio della giuria è definitivo e
insindacabile, ed i partecipanti, presentando la richiesta di iscrizione, lo accettano automaticamente.
A insindacabile giudizio della giuria potranno essere premiati i primi tre classificati per ogni sezione
del concorso, oltre a premi speciali e menzioni d’onore definiti sulla base dei punteggi conseguiti.
I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori e ai delegati, che dovranno essere presenti
alla cerimonia di premiazione, pena la decadenza del premio. Per i premi in denaro, da intendersi
come gettoni di presenza, è obbligatoria la presenza dell’autore.
I risultati del concorso saranno divulgati a mezzo stampa, sul sito della Fondazione e sulla pagina
Facebook e Instagram del Premio.
Per ulteriori informazioni: concorsofondaz.aless@libero.it

PREMI

Art-6): I premi del podio per ciascuna sezione saranno:
1° premio € 200,00, targa o coppa e pergamena con motivazione
2° premio targa o coppa e pergamena con motivazione
3° premio targa o coppa e pergamena con motivazione
A insindacabile giudizio della giuria potranno essere assegnati premi speciali e menzioni d’onore
definiti sulla base dei punteggi conseguiti.
Tutti i premiati sono invitati alla fine dell’evento di premiazione al banchetto offerto dalla
Fondazione.



Art.7): Gli organizzatori del concorso si riservano il diritto di stampare o di far pubblicare in qualsiasi
momento, senza compenso per diritti d'autore, le opere presentate. In ogni caso gli elaborati inviati
non saranno restituiti.
Art. 8): In base all’art. 13 D.L 196/2003 sulla tutela dei dati personali, si comunica che gli indirizzi
dei partecipanti al premio vengono usati solo per comunicazioni riguardanti il concorso oggetto del
bando.
I premiati che intendono intervenire alla manifestazione dovranno preventivamente comunicarlo alla
segreteria organizzativa
Art. 9): La partecipazione al Premio implica l’accettazione incondizionata di tutte di tutte le norme
contenute nel bando che ne regolamentano l’organizzazione e lo sviluppo. Inoltre, accettando di
partecipare al concorso, gli autori garantiscono che le opere presentate sono originali. La
Fondazione Pina Alessio non si assume alcuna responsabilità per eventuali plagi o utilizzazioni
illecite.

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA

Per ulteriori informazioni si prega di contattare la segreteria del premio:
concorsofondaz.aless@libero.it - Telef.: -380/3410116 340/9825096 - 393/4819224
Sito web: www.fondazionepinaalessio.it
Tutte le info e il bando sono consultabili nei maggiori siti istituzionali e on line:
Pagina FB: @fondazionepinaalessio.it @fondazionealessiopina.it
www.concorsiletterari.it www.premiarti.it
www.concorsiletterari.net
Ai sensi del DLGS 196/2003 e della precedente Legge 675/1996 i partecipanti acconsentono
al trattamento, diffusione e ufficializzazione dei dati personali da parte dell’organizzazione o
di terzi per lo svolgimento degli adempimenti inerenti al presente premio di letteratura.


Il Presidente
Fondazione Pina Alessio
Giuseppe Alessio
393/4819224


Il Resp. Comitato Culturale Il Direttore
Fondazione Pina Alessio
Dott.ssa Maria Teresa Bagalà
393/4819224

Il Direttore
Fondazione Pina Alessio
Paola Belcastro
340/9825096


Lasciateci nei commenti il vostro indirizzo di posta elettronica per avere il bando in pdf con la domanda di partecipazione.

sabato 15 febbraio 2020

XII CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA CITTÀ DI ACQUI TERME

XII CONCORSO INTERNAZIONALE DI POESIA “CITTÀ DI ACQUI TERME” 



Sezione A: poesia in lingua italiana a tema libero, edita o inedita, per singoli autori di età corrispondente alla frequenza della scuola Primaria. 

Sezione B: poesia in lingua italiana a tema libero, edita o inedita, per singoli autori di età corrispondente alla frequenza della scuola Secondaria Inferiore. 

Sezione C: poesia in lingua italiana a tema libero, edita o inedita, per singoli autori di età corrispondente alla frequenza della scuola Secondaria Superiore. 

Sezione D: poesia in lingua italiana a tema libero, edita o inedita, per singoli autori adulti. 

Sezione E: Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia (Erasmo da Rotterdam). La follia non solo come malattia mentale e ragione di incomunicabilità, ma anche sguardo inedito, onirico e penetrante sul Reale, esaltazione del Sentire e intuizione. Poesia in lingua italiana a tema, edita o inedita, per singoli autori. 

Sezione F: libro edito di poesia in lingua italiana, per singoli autori. 

REGOLAMENTO OPERE: 

 Gli autori delle sezioni A, B, C, D ed E possono partecipare con un massimo di tre poesie di lunghezza non superiore ai 50 versi ciascuna, titolo ed eventuali dediche esclusi. Gli autori della sezione F possono partecipare con un solo libro pubblicato a partire dal 1 gennaio 2017. É possibile partecipare a più sezioni. 

 Ogni componimento delle sezioni A, B, C, D, E dovrà essere tassativamente dattiloscritto o digitato al computer, su foglio in formato A4 (una sola poesia per foglio), inviato in sette copie anonime. Per la sezione F dovranno essere inviate quattro copie cartacee del libro e una copia da inviare via mail, su cd o altro supporto digitale, oppure in formato cartaceo. 

 Per tutti i partecipanti i dati dell’autore e i titoli delle opere dovranno essere inseriti nell’apposito modulo allegato al bando, per ciascuna sezione a cui ci si iscrive. Per i concorrenti minorenni è necessaria la dichiarazione di autorizzazione alla partecipazione di chi esercita la potestà genitoriale. 

 Le opere dovranno essere inviate entro e non oltre il 18/04/2020 (farà fede il timbro postale) tramite posta indirizzate a: Associazione Archicultura- Concorso Internazionale di Poesia “Città di Acqui Terme”, casella postale n. 78, 15011 Acqui Terme (AL). Si richiede di specificare sulla busta la sezione per cui si intende concorrere. 

 I vincitori delle sezioni D, E e F della precedente edizione del concorso sono esclusi dalla partecipazione alla corrente edizione, limitatamente alla sezione in cui sono risultati vincitori. QUOTE DI PARTECIPAZIONE: Sezioni A e B gratuite, sezione C 5,00 €, sezioni D, E, F 15,00 €. Per chi desiderasse partecipare a più sezioni la quota aggiuntiva è di 5,00 € per ogni sezione supplementare alla prima. Il versamento della quota della sezione F deve essere eseguito integralmente (15,00 €) e indipendentemente dall’iscrizione alle altre sezioni. La quota di partecipazione deve essere versata esclusivamente su conto corrente postale (n. 99867079 oppure codice IBAN IT-45-A-07601-10400-000099867079 / per Estero IBAN + BIC BPPIITRRXXX) o su conto corrente bancario (codice IBAN IT18E0503447942000000000153; BIC (per estero) BAPPIT21O59), intestato ad “Associazione Archicultura” causale: “quota di iscrizione Concorso Internazionale di Poesia “Città di Acqui Terme”. La fotocopia della ricevuta deve essere allegata al plico. 

 Saranno automaticamente esclusi i partecipanti che inseriscano denaro contante o assegni all’interno della busta, senza nulla dovere agli autori. 

 Per il vincitore del I premio della sezione poesia inedita del Concorso Gozzano di Terzo (edizione 2019) l’iscrizione al Concorso “Città di Acqui Terme” è gratuita. 

GIURIE: 

 Le opere inviate verranno valutate da apposite giurie, differenti per ciascuna sezione, i cui membri si sono distinti negli anni per competenza e professionalità. Le giurie delle sezioni A, B e C sono composte rispettivamente da Docenti della Scuola Primaria, Secondaria di primo Grado e Secondaria di Secondo Grado e sono presiedute dal Prof. Ferruccio Bianchi. Le giurie delle sezioni D ed E sono composte da poeti, critici e Docenti universitari. La giuria della sezione F è composta da critici e Docenti universitari ed è presieduta dal poeta Maurizio Cucchi. La giuria dei giornalisti è composta da prestigiose firme del giornalismo culturale italiano ed è presieduta dal Prof. Alberto Sinigaglia. 

 I membri delle giurie delle sez. A, B, C, E e F esprimono prima una valutazione individuale con voto da 1 a 10 per ogni testo della propria sezione, successivamente si riuniscono in seduta collegiale per decretare le opere vincitrici e menzionate. 

 Per i testi della sezione D è prevista una prima cernita da parte di una giuria preselettiva, a causa del folto numero delle opere partecipanti. I testi che superano la preselezione vengono valutati individualmente dai giurati della sez. D con voto da 1 a 10, la rosa di testi che riceve la valutazione più alta viene poi discussa in seduta collegiale, durante la quale sono individuati i vincitori e i menzionati. La giuria dei giornalisti attribuisce il Premio della Stampa a un testo tra i finalisti. 

 Il verdetto della Giuria è incontestabile, insindacabile e inappellabile e i componimenti non verranno restituiti. 

PREMI: 

 Sezioni A, B e C: I premio ‒ 150 € e targa ricordo II premio ‒ 100 € e targa ricordo III premio ‒ 50 € e targa ricordo Sezioni D ed E: I premio ‒ 1000 € e targa ricordo II premio ‒ 650 € e targa ricordo III premio ‒ 400 € e targa ricordo Sezione F: premio unico – 1500 € e targa ricordo Premio della Stampa: abbonamento annuale a un quotidiano nazionale e targa ricordo. 

GIORNATE DI PREMIAZIONE 

Le giornate di premiazione avranno luogo nei giorni 12 e 13 settembre 2020 presso qualificate strutture alberghiere e di ristorazione ad Acqui Terme. Il programma delle giornate prevede numerosi eventi legati al festival culturale organizzato da Archicultura, la consegna del Premio alla Carriera “Città di Acqui Terme”, la cerimonia di premiazione e la visita di luoghi di interesse culturale e ambientale. Tutti gli autori partecipanti sono invitati. 

 Ai premiati e ai menzionati saranno offerti la cena di gala del sabato, la visita turistica e il pranzo della domenica. Ai premiati e ai menzionati che risiedono a oltre 100 Km di distanza dalla Città sarà offerto anche il pernottamento. Eventuali e motivate richieste di deroga dovranno essere tempestivamente segnalate alla Segreteria del Premio, dalla quale verranno valutate. 

 Non sono previsti rimborsi per spese di viaggio. 

 Saranno contattati in tempo utile solo gli autori i cui componimenti siano stati insigniti di un riconoscimento. I risultati saranno resi noti sul sito dell’Associazione. 

 La classifica sarà resa nota durante la serata di premiazione e i premi dovranno essere ritirati personalmente dagli autori o da un delegato per mezzo di dichiarazione scritta e firmata dall’autore. 

 Non saranno presi in considerazione gli invii non in regola con il presente bando, che saranno esclusi dalla partecipazione senza nulla dovere agli autori e la quota non sarà resa. 

 La segreteria del Premio declina ogni responsabilità per eventuali smarrimenti o disguidi postali. 

 L’organizzazione si riserva il diritto di pubblicazione dei testi premiati senza compenso per gli autori. I diritti rimangono di proprietà dei rispettivi autori. 

 Non sono ammesse proroghe. 

 La partecipazione al concorso implica la piena accettazione del presente bando. 

 ASSOCIAZIONE ARCHICULTURA: casella postale n. 78, 15011 Acqui Terme (AL) tel: 351-6035997 (no sms, solo ore pomeridiane) e-mail: archicultura@gmail.com www.associazionearchicultura.it 

Modulo per partecipare




venerdì 7 febbraio 2020

Una razza votata all’autodistruzione: recensione di 1984 di George Orwell

Una razza votata all’autodistruzione: recensione di 1984 di George Orwell.


Per quanto libro e film, di una determinata storia, debbano stare rigorosamente separati, date le differenze tra le due arti, può capitare che guardare il film prima di leggere il libro possa influenzare il soggetto nel cimentarsi o meno nella lettura del libro. È quel che è capitato a me con 1984.  Me lo fecero vedere a scuola e, tra il fatto di non aver capito minimamente la storia, l’atmosfera cupa e il finale tragico, mi sono occorsi ben nove anni, perché mi decidessi finalmente ad affrontare questa lettura. Non mi muovo rimproveri per questo, poiché, come dico sempre, ogni libro ha il suo momento. Ora che l’ho finalmente letto, l’approccio è completamente cambiato. 



Ho compreso i reali significati di questo libro e lo amo. E semmai mi capitasse di rivedere il film, sono sicura che lo guarderò con occhi nuovi. Scritto nel 1948, è ambientato in un futuro prossimo in cui il mondo è diviso in tre superstati perennemente in lotta tra loro. L’individuo, o quel che ne resta, è alla mercé del “Partito” che controlla ogni singolo attimo della sua vita, persino il sonno. È proibito divertirsi, è proibito avere una vita privata, è proibito pensare, in una parola essere umani. In tutto questo solo Winston e Julia osano intraprendere una piccola grande lotta per riconquistare un briciolo di umanità. Dalla prima all’ultima pagina si respira un’atmosfera densa e opprimente. Se si prova ad immaginare l’ambiente lo si vede sotto un cielo perennemente coperto di nuvole nere e grigie, nonostante l’autore non manchi di descrivere le condizioni atmosferiche in cui si svolgono le vicende dei due protagonisti. Se ci si concentra, sembra anche di sentire il freddo che ti morde la pelle e l’odore di chiuso e stantio degli edifici. Il Partito con i suoi teleschermi che ti guardano ogni secondo; l’immagine del Grande Fratello, affissa ovunque, che rimanda a un Hitler o uno Stalin; la filosofia stessa del Partito è, più che un’ideologia, una religione. Lo mostra chiaramente l’incontro dei protagonisti con O’Brien. La cosa che più colpisce è la permanente opera di distruzione di ogni traccia di passato in disaccordo con il Partito, perché niente esiste se non viene ricordato. Una lobotomia di massa. Soltanto i “prolet” sono risparmiati, in quanto schiavi, da questa invasione. Winston, benché non del tutto coscientemente, sente dentro di sé che quella non è la vita che un essere umano dovrebbe fare e, insieme a Julia, cerca di riappropriarsi della sua anima, sperando al contempo in una futura ribellione. Il libro allo stesso tempo ti attira e ti respinge. Ti respinge perché il clima da incubo che vi si respira ti invita a buttarlo contro il muro, ritenendoti fortunato di vivere nella tua realtà e ringraziando che la profezia di Orwell non si sia avverata. A ben vedere, però, è riduttivo, se non, fuorviante, ritenerlo una profezia non avverata. L’autore ha portato, nella fantasia, all’estremo la situazione che vedeva nel suo tempo, offrendo un monito per il presente e per il futuro. Il suo scopo era metterci in guardia contro ogni forma di totalitarismo, a diffidare del potere, o meglio dell’amore per il potere, poiché, checché ne dica il Partito, un sistema così è inevitabilmente destinato, prima o poi, ad implodere su stesso e a scomparire, trascinando con sé l’intera umanità. E viene da chiedersi perché tanta ossessione per il potere, perché l’essere umano da un lato continua a sognare un mondo senza disuguaglianze a dall’altro fa di tutto per non realizzarlo. Orwell non dà risposte a queste domande, ci dice semplicemente che non c’è speranza, né riparo, nemmeno all’interno della scatola cranica. Ti attira perché, con lo stile scorrevole, facile da seguire, si resta ipnotizzati dalla vicenda dei due protagonisti, speri con tutto il cuore che ce la facciano, che resistano nella lotta alla riconquista della loro umanità in quella specie di Auschwitz divenuta città. Lo continui a sperare anche se il finale non dà motivi per sperare. Un libro da tenere sempre sul comodino, da rileggere più e più volte, per ricordarsi cosa sia la libertà, cosa sia il libero pensiero. In una parola cosa voglia dire essere umani.


martedì 4 febbraio 2020

Isaac Asimov nel suo primo centenario


Isaac Asimov nel suo primo centenario

di Federico Del Monaco


È il 6 aprile del 1992, un martedì di primavera.
Mi preparo per andare a scuola, frequento l’istituto tecnico della mia città, quando mia madre mi chiama: nel telegiornale delle sette e mezza stanno annunciando la morte di Isaac Asimov.
La foto di repertorio mostra un viso vissuto con basette lunghe e bianche che gli donano il celebre tratto dello studioso rigoroso ma visionario.
Isaac Asimov, il mio scrittore preferito, il mio maestro, probabilmente è per merito suo che sono uno scrittore di storie. Chiedo a mia madre di restare a casa, è un giorno di lutto per la letteratura. Lei acconsente, studio per tutta la mattinate, gli rendo omaggio così. È stato come se avessi perso un parente, se non di più.
Il giorno dopo sulla giustificazione scrivo “morte di Isaac Asimov” perché certe volte bisogna fermarsi e dare il giusto tributo. Asimov ha modificato incredibilmente il mio processo creativo e quest’anno sono cento anni dalla sua apparizione sul pianeta terra, fenomeno definito comunemente come nascita biologica. È tempo di commemorare questa mente straordinaria, uno dei più grandi scrittori di fantascienza e divulgatore scientifico che l’umanità abbia avuto. Quel che segue è il mio umile omaggio.

“Girate per strada, e provate a immaginare cosa può celarsi dietro uno sguardo o un’azione davanti a voi. Ecco, avete creato il primo frammento di una storia e non vi resta che continuare a costruirla, un pezzo dopo l’altro. Se non vi viene in mente come continuare, tornate a prendere spunto dalla realtà. I primi risultati forse non saranno strabilianti ma è certo che in questo caso l’esercizio paga: le migliori storie sono quelle che nascono da una mente allenata ad avere idee semplici e originali.”
Questo è un atomo di quello che diceva Asimov, nelle note pubblicate insieme ai suoi racconti.
La sua passione per l’insegnamento ha permesso a moltissimi scrittori, come il sottoscritto, di apprendere le basi della scrittura fantastica. Era riuscito a creare un filo diretto con i suoi lettori, tra i quali c’erano anche i suoi allievi che percepivano i suoi spassosissimi commenti come vere e proprie lezioni.
Nel racconto “Circolo vizioso” racconta di Speedy, un robot che si trova su Mercurio, il pianeta che dà sempre la stessa faccia verso il sole e che quindi è per metà incandescente e per metà ghiacciato. In questa storia, particolare non da poco, vengono citate per la prima volta le tre leggi della robotica e proprio grazie a queste si genera una situazione di stallo. Il robot non può recar danno ai suoi padroni e come seconda opzione deve eseguire i loro ordini; muovendosi nel clima rovente non riesce a prendere una decisione definitiva. Il racconto termina con un lieto fine ma il commento di Asimov, come nota finale, è il vero colpo del maestro. Dice che dopo aver scritto quella storia si scoprì che Mercurio non dà solo una faccia al sole, gira al contrario ed espone tutto sé stesso al caldo incandescente. Quindi non è metà ghiacciato e metà rovente e “Circolo vizioso” è un esaltante esempio di fantascienza!
Ma forse è necessario che sveli qualcosa del suo genio, fin ora troppo celato, sorvolando con leggerezza alcune delle sue incredibili trame.
Un’astronave che viene miniaturizzata per entrare nel corpo di un uomo e salvarlo da una grave malattia, dovendo combattere con il pericolosissimo sistema immunitario dell’ospite, da cui fu fatto anche un film dal titolo Viaggio allucinante.
Un pianeta con sei soli e la notte che scende ogni mille anni, che viene percepita come la fine del mondo, è la trama di un racconto che diviene anche un romanzo: Notturno.
Esseri di luce che giocano con la materia fino a che uno di loro sprofonda con tristezza nel ricordo di quand’era un essere di materia, una donna, e poteva godere della gioia del contatto, in “Occhi non soltanto per vedere”.
Un ragazzino che rinuncia ad utilizzare la porta per teletrasportarsi a scuola perché scopre quanto sia bello passeggiare sotto il sole, respirando la libertà.
Il primo racconto sui robot, Robbie, dove la mamma non si fida delle sue funzioni da babysitter, provando il complesso di Frankenstein, la paura verso tutto quello che è artificiale.
Un supercomputer che risponde alla domanda finale: che ne sarà dell’esistenza quando il vuoto sarà ovunque e la materia si dissolverà? Scopritelo ne “L’ultima domanda”.
Leggete “L’uomo bicentenario”, il suo ultimo racconto sui robot, che a differenza del film ha dei momenti, soprattutto nel finale, davvero struggenti.
In “Ospite” un extraterrestre visita il nostro pianeta e ipotizza che il nostro invecchiare e morire sia causa di un parassita, simile ad una malattia ereditaria, senza la quale, come tutti nell’universo, vivremmo in eterno.

Questo solo planando su una parte della superficie, senza citare le opere per ragazzi, il ciclo della Fondazione, e molto altro. Una produzione vasta e appassionata, da scoprire e rileggere, caratterizzata dall’immediatezza e la semplicità che hanno i geniali cantastorie, che non hanno bisogno di uno stile elaborato perché le loro idee si reggono da sé e fanno un figurone con un vestito essenziale.
Una volta Asimov disse: “Quando scoppiò la bomba atomica, a parte l’orrore, per noi scrittori di fantascienza giunse anche un altro terrore. La realtà aveva superato la fantasia, cosa ci saremmo potuti inventare da lì in avanti?”
Caro Isaac, hai affrontato il problema a modo tuo e, posso dire serenamente, l’hai risolto egregiamente.
Quest’anno, il 2020, avresti compiuto cento anni e avresti visto tante di quelle cose che avevi immaginato e che con il progresso fanno parte della nostra vita quotidiana. Nessuno stupore, i grandi scrittori di fantascienza sono dei visionari e qualcuno, a furia di sognare ad occhi aperti, diventa veggente.







martedì 28 gennaio 2020

Il circolo letterario: Arthur Rimbaud


Il veggente per antonomasia: Arthur Rimbaud



Chissà quante volte il lettore avrà letto qualcosa, o sentito pronunciare il nome di Arthur Rimbaud, celebre poeta francese nato a metà dell’Ottocento. 





Non abbiamo avuto il tempo di fare interviste e indagini in merito, ma certo è che su di lui si sono versati non fiumi, ma una quantità biblica di gocce d’inchiostro.
Il nome di questo celebre e immortale ‘poeta maledetto’ è spesso associato ai nomi di altri autori, più o meno appartenenti allo stesso periodo storico: parliamo di Verlaine e Baudelaire.
Del tormentato e rivoluzionario poeta, molte persone avranno sentito parlare o letto dell’opera più famosa, ‘Una stagione all’inferno’, che esprime tutto il genio e la sregolatezza propri del nativo di Charleville, nelle Ardenne, una regione che doveva essere in seguito ricordata per fatti bellici importanti.
Perché non tutti sanno della fatica del giovane Rimbaud a stare dietro alla storia e alle lingue morte, nel periodo degli studi giovanili. E nonostante questo, da lì iniziò la sua fortuna. Molto spesso non si riesce a comprendere l’opera di un autore, se non collocato nel periodo in cui visse.
Arthur Rimbaud era nato nel 1854 e nel periodo della sua presenza al collegio vide la città di Parigi sotto l’assedio prussiano, la caduta di Napoleone III e la breve esperienza della Comune.
Non sappiamo se questo abbia inciso sulla già ‘perversa’ personalità di Rimbaud. Certo è che già al collegio conobbe un personaggio che rimase un caposaldo importante nella sua formazione; parliamo di Georges Izambard, al quale scrisse in una lettera del 1871 le famose parole: ‘…voglio essere poeta e lavoro a rendermi Veggente… si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi’.
E la sregolatezza si riflettè nella sua vita (basti ricordare la sua torbida relazione con Paul Verlaine, che toccò l’apice con il ferimento di Rimbaud durante un alterco), così come nelle opere, dove scardinò per sempre la metrica classica, liberandola dagli schemi che ritenne ormai superati.
Fu proprio Verlaine in seguito a chiamarlo ‘poeta maledetto’ e da lì la fama venne confermata da altri autori. In lui si intravedeva l’essenza visionaria di un altro grande della letteratura, parliamo di Rabelais, e la seduzione di Baudelaire, che era certamente più composto.
Izambard non fu l’unico a cui scrisse; lo fece anche a Paul Demeny, al quale scrisse la celebre frase, passata alla storia: ‘Io dico che bisogna esser veggente, farsi veggente…Dunque il poeta è veramente un ladro di fuoco…’. Il riferimento alla storia mitologica di Prometeo, che rubò il fuoco agli Dèi per donarlo agli uomini, gli consentì di esprimere l’essenza dell’essere un Poeta: colui che rubava il fuoco della ispirazione divina, fissandolo nei versi immortali
Rimbaud viaggiò molto, in linea con la sua anima tormentata, e passò molti guai, oltre alla vicenda del ferimento sopracitato. Venne arrestato anche per vagabondaggio e nella seconda parte della sua vita intraprese un viaggio in Africa. Fu in questo periodo che gli vennero pubblicate ‘Les Illuminations’, altro caposaldo della letteratura e della poetica dell’autore.
Ma in Africa, iniziò ad avere dei problemi a un ginocchio che lo costrinsero a tornare in Francia. E qui iniziò un calvario che dovette condurlo alla morte, che lo portò via a soli trentasette anni.
Come tanti autori, geniali e dannati, Rimbaud si colloca nell’Olimpo della letteratura, dando ispirazione a generazioni future di poeti, o aspiranti tali. E a noi fa piacere ricordarlo per la sua rivoluzionaria visione della Poesia.




venerdì 24 gennaio 2020

Elogio del lavoro: recensione de LA CHIAVE A STELLA di Primo Levi

Elogio del lavoro: recensione de LA CHIAVE A STELLA di Primo Levi 

A cura di Selene Luise





Cruccio maggiore di ogni specie vivente, sin dai primordi, è procacciarsi il nutrimento necessario per vivere.  Ciò vale anche e soprattutto per il genere umano.  Prima con la caccia e la raccolta, poi con il baratto, finché non venne inventata una comune merce di scambio, chiamata denaro, per procurarsi la quale occorre lavorare.  Che il lettore non si offenda di questa premessa un po’marxista, ma necessaria per introdurre il libro oggetto di questa recensione, LA CHIAVE A STELLA, il cui protagonista è, appunto, il lavoro. 

Considerata dall’autore la sua “opera prima”, poiché scritta nel momento della sua vita in cui, lasciato il mestiere di chimico, si dedicò completamente alla scrittura, racconta di un dialogo tra l’autore e l’operaio specializzato Faussone, che gira il mondo montando gru e ponteggi con la sua inseparabile chiave a stella. Questa storia è stata da molti definita “un’odissea moderna”, e in un certo senso lo è, ma io la vedo in un altro modo. 

Dai racconti di Faussone, il cui stile si avvicina al complicatissimo flusso di coscienza, e di conseguenza richiedono al lettore uno sforzo in più poterli seguire,  talmente dettagliati nelle descrizioni da apparire talvolta noiosi per chi di cantieri ne sa poco o nulla, emerge una passione, un amore sconfinato per la professione da lui svolta che può lasciare di stucco il lettore odierno, specie se giovane. Un amore che, per bocca di Faussone stesso, viene esteso a mestieri di ogni genere, pratici ed intellettuali, creando un vero e proprio elogio del lavoro.  

Del lavoro inteso come l’atto di guadagnarsi da vivere svolgendo una professione che piace, innanzitutto, e che porta vantaggi a se stessi e alla comunità. Un messaggio importantissimo all’epoca e che adesso si è, purtroppo, dimenticato. Nel mondo di oggi, così frenetico, votato al culto dei beni materiali, del consumismo, traspare un messaggio completamente sbagliato, a mio parere. Il messaggio che la vita sia un continuo sperpero, un monotono passare da un aggeggio tecnologico e l’altro, dove viene premiata l’arte del “fregare l’altro” e, cosa ancora più grave, che la vera vita sia quella dei ricchi che passano le giornate a far niente mentre lavorare è considerato quasi un disonore, una schiavitù che non porta a nulla. Tant'è che in alcune zone del paese, i ragazzini, anziché pensare a costruirsi un futuro, si buttano nel nero mare della criminalità organizzata, attratti dalla prospettiva di  avere tutto e subito.  

Questo libro ci insegna che il lavoro è dignità,  realizzazione, è fare il bene per se stessi e per gli altri. Faussone lo spiega chiaramente raccontando la soddisfazione che prova quando vede una sua costruzione crescere e reggersi in piedi. A volte arriva persino ad affezionarcisi. Discorso, questo, che vale per lo scrittore, per il chimico, il medico, il giurista e tutti i mestieri del mondo. Un messaggio fortissimo detto da Primo Levi che, in lager, aveva sperimentato sulla sua pelle il lavoro-schiavitù, la fatica senza compenso che umilia e degrada chi la svolge.  

Qualcuno ha detto che un libro che tratta una tematica del genere non sarebbe di moda al giorno d’oggi. Ebbene io penso che ora più che mai si abbia bisogno di libri come questo, che insegnino l’importanza  di porsi uno scopo nella vita, a scegliere la professione seguendo le proprie inclinazioni, per quanto possa essere difficile dati i tempi che corrono, che ci ricordi che il lavoro è un diritto che porta dignità e autorealizzazione, non un disonore. Un libro attualissimo che può essere una  guida in  un mondo caotico e pazzo che fa delle persone delle res.




Susan Mc Master, sei poesie da 'Haunt'

  Sei poesie da   HAUNT di SUSAN MC MASTER    a cura di Valentina Meloni   Symbiosis   The stuffed lion I bought when my ...