VERSI DA SODOMA di Fabio Tobia


-VERSI DA SODOMA-

Non dirmi ti amo,
non dire ti voglio,
non in questo mondo
che d’amor non s'intende.

Ama come egli ci ama
ci venne un tempo detto,
e nella nostra innocenza
ci affidammo al quel verbo.

Ma ancor rammento oggi
di come celavamo timorosi
i nostri puri orgasmi dei sensi,
sentendoci peccatori innocenti.

L'umano, indiscutibile, privilegio
e santo dovere di riproduzione
di natura non ci appartiene,
siamo come untori del male.

È buffo sentirci liberi adesso,
sguardi indignati ci osservano
e se pur celando falsa indifferenza,
loro ci negano il dono d'esistere.

Per anni ho sognato da sveglio
campi bucolici dove rintanarci,
e senza alcuna macchia d'infamia
poter ancora toccare il tuo corpo.

Nel ricordo del tuo sguardo
d'ambra suadente dipinto
desidero ancora bagnarmi
e immergermi fino a morire.

Nel calore dei nostri corpi
bruciare ancora una volta,
e in totale indifferente armonia
consumare un impuro amplesso.

Dio creatore che tutto e tutti ami
perché nel tuo altissimo sguardo
non v'è minima presenza alcuna
delle nostre oscure anime corrotte?

Siamo forse noi un tuo errore?
Se la verità è nelle voci dei tanti,
allor sia pur giusto metterci ai ferri
e invocando la salvezza lapidarci.

Ma non voglio più soffrire per noi
e seppur negando con riluttanza
la nostra impercettibile unione,
necessito di placare questa agonia.

Al cospetto del mondo ora mi trovo
e rivolgendoti queste ultime parole
ti osservo ancora un ultima volta,

prima del balzo verso la salvezza.



Fabio Tobia


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