BRANDON LEE di Eugenio Nascimbeni

Brandon Lee
<Eugenio Nascimbeni © 2013>

Ingombrante presenza immateriale
è un’ombra lunga, uno spirito inquieto
un semplice alito di vento
ciò che aleggia su di lui
quasi fosse una condanna.

Sciocchi film d’azione
per i quali lo scritturano
soltanto perché è Suo figlio.

Scrollarsi di dosso
il cognome che porta
e le arti marziali associate al Mito
è l’unica possibilità che resta
per affermarsi.

Voglio una Devil’s night
che mi faccia assurgere a Leggenda
senza che il Mondo intero
mi ricordi di continuo
chi era mio padre.

Occhi come due lame
capelli lunghi ad incorniciare
il volto scavato dipinto di bianco
aria inquieta e tormentata
indossa abiti di scena
neri come le tenebre
sul fisico asciutto e scolpito.

La sua infanzia finisce in quel momento.

Eric Draven è un ruolo che gli si addice
gli calza giusto a pennello.
Vittime? Non lo siamo tutti?

Negli studios di Willmington
North Carolina
a metà giornata
di un giorno qualunque
il cammino è tracciato
il pendolo oscilla lento
il rintocco è vicino
pochi istanti lo separano
dalla Gloria funesta.

Funboy attende con la pistola in pugno
pronto a vomitare fuoco.

Scena perfetta l’addome si squarcia
Eric va giù con un lamento
e una pozza di sangue
si allarga a dismisura sotto di lui.

Stop! Ne facciamo un’altra!
per sicurezza
ma le parole pronunciate dal regista
gli si ghiacciano in bocca
non appena si accorge
di cosa diavolo è successo.

New Hannover Regional Medical Centre
trasportato d’urgenza
è una lotta contro il tempo
quella cazzo di capsula metallica
ha fatto un vero disastro.

Non può piovere per sempre.

Lo fanno rivivere
grazie a trucchi digitali
resi possibili dal computer
per terminare gli ultimi giorni di riprese
e passare all’incasso.

Nessuno potrà dividere
due persone fatte per stare insieme.

Al Lake View Cemetery di Seattle
giace accanto a quella figura
imponente in vita
così terrena nella Morte.

Qualcuno dice che vive ancora
sotto falso nome
da qualche parte a Seattle
gioca a poker con Elvis
butta giù un cicchetto con James
in Highland Drive
e in un migliaio di posti diversi.

Nelle notti cupe
e senza pace
si aggira tra cipressi millenari
gocciolante di pioggia
e senza un posto dove andare
una falce di luna
è la lanterna che lo guida
sulla spalla un corvo
a fargli compagnia.






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